Se hai un utero e vivi nel Regno Unito, è tempo di aggiornare il tuo modello di minaccia e includere i test della polizia su di farmaci abortivi e le app di monitoraggio del ciclo
La polizia britannica sta testando le donne per i farmaci abortivi e richiedendo dati alle app di monitoraggio mestruale dopo perdite di gravidanza inspiegabili
https://www.tortoisemedia.com/2023/10/30/british-police-testing-women-for-abortion-drugs/
@informapirata @eticadigitale Diciamo che in linea di massima trovo corretto che ci siano investigazioni nei casi sospetti e che queste usino tutti gli strumenti a disposizione per accertare la verità.
Non concordo con l’articolo quando dice che di fronte ad un aborto bisognerebbe solo dare conforto. Si deve dare conforto ma, se si tratta di un caso sospetto, di deve indagare.
In alternativa verrebbe lo stesso principio per qualsiasi morte sospetta: “è morta la moglie, non dovete indagarlo”.
@nicolaottomano non fingere di ignorare la natura ideologica di questo accanimento, nascondendoti dietro all’assunzione “è corretto che usino tutti gli strumenti”.
La sproporzione tra la poca pericolosità sociale di questi casi (poche donne realmente colpevoli, l’eccezionalità degli aborti extra termine), la sproporzione tra repressione (analisi a tappeto dei dati) e prevenzione (poche strutture seguono e aiutano queste donne), fa capire l’ideologia sottesa a questa repressione
@eticadigitale
@informapirata
Sì, ma se si tratta di un caso sospetto è giusto indagare. Se una legge pone dei limiti alle settimane di gestazione oltre le quali l’aborto volontario è considerato omicidio (senza entrare ora in discorsi molto complicati e che non ci competono) è corretto che si usino tutti i metodi a diposizione.
Pericolosità sociale può essere una mamma che uccide il proprio figlio di pochi giorni? E se questo avviene deliberatamente nel grembo all’ottavo mese?
@eticadigitale